Parlano le donne

Dopo aver trascorso “alcune ore” della mia vita accompagnando donne nel loro travaglio e nel momento del parto è mia ferma convinzione che il racconto del travaglio e del parto, con le descrizioni di ciò che avviene, degli accadimenti e la tempistica deve essere sempre molto reale, affinché la donna possa già prendere contatto con le risorse che ha dentro sé, ma ora silenzio, Parlano le donne.

CorsoPostParto1
Incontro post partum

Un corso pre- nascita serve perché siano date informazioni?

Certo! Ma non solo!

Parole vere e schiette ?

Certo! Parole che descrivano sempre la realtà.

Ma ancora non è abbastanza!

La donna durante il travaglio o pronta per il taglio cesareo non vive nel limbo del dolore e basta! Ha bisogno di vivere minuto dopo minuto una realtà, una dolorosa ma ineguagliabile realtà che si trasforma ora dopo ora in un’esperienza: l’esperienza unica ed inimitabile della NASCITA.

Ed ogni travaglio con il suo parto, ogni taglio cesareo è un’esperienza unica ed irripetibile perché ogni bambino che nasce è unico.

Vorrei che ogni donna potesse acquisire o scoprire dentro se stessa gli strumenti che le serviranno per affrontare il viaggio travaglio-parto- nascita.

Tecnicamente si considera che la gravidanza abbia una durata di 280 giorni ovvero 10 mesi lunari (il mese lunare ricordiamo che composto da 4 settimane cioè 28 giorni).

Questo periodo corrisponde alle 40 settimane a cui si fa sempre riferimento ed il conteggio inizia a partire dal primo giorno in cui è cominciata l’ultima mestruazione: tant’è vero che ogni donna gravida troverà apposta sulla propria cartella clinica ostetrica la sigla U.M. (ultima mestruazione).

La gravidanza è una bella avventura, anzi per meglio dire, è un viaggio avventuroso composto di tappe.

Dura quaranta settimane ed ogni settimana è una tappa da conquistare, allo stesso tempo è una tappa che conquista la donna che porta dentro sé quel piccolo essere prezioso.

Le future mamme hanno detto:

Da quando ho la pancia mi sento super. Nessuno mi può fare niente, mi sento invincibile.

 Alla sera crollo. Ho una stanchezza infinita addosso.

 Mi sento davvero speciale in questo momento. Sento che sto facendo qualcosa di importante e di unico.

 Mio marito dice che è un po’ invidioso: È invidioso della pancia.

 Vorrei che i racconti del travaglio non fossero sempre così tragici… e poi ti dicono che tanto si dimentica tutto!

La gravidanza non è una malattia. Lo sottolineo e lo dico alle donne ogni qualvolta posso intravedere un lampo di apprensione nei loro sguardi.

La gravidanza è gioia dell’attesa e nell’attendere.

Il messaggio che vorrei giungesse sempre diritto al cuore di ogni donna è il seguente: non sei un contenitore, seppure un contenitore speciale e prezioso, tu non sei ciò!

Sei LA DONNA in trasformazione.

Sei LA DONNA che sta facendo il suo bambino.

La donna in gravidanza può avere dubbi, gioie, ansie e momenti di euforia che non riesce ad esprimere perché si susseguono e si accavallano, e lei stessa ne resta stupita; spesso tiene tutto questo per sé. Si commuove più sovente del solito, non dice nulla e incamera queste sensazioni; solo qualche volta sbotta o ha crisi di pianto improvvisi e tutto ciò viene raccolto solo da chi le vive a stretto contatto.

E’ tutto normale!

Questo quadro fa parte della gravidanza, e si acuisce maggiormente verso il termine della gestazione.

I cambiamenti ormonali che avvengono nel corpo di una donna in gravidanza creano uno stato di particolare sensibilità, o come si legge in alcuni scritti: gli ormoni ( prolattina, estrogeni, progesterone, cortisolo ecc) interagiscono tra loro ed influenzano l’umore.

Le donne dicono:

Tutte le volte che vado “a visita”, lui (il ginecologo) mi fa un’ecografia, fa delle facce incomprensibili e poi alla fine dice :- Tutto bene signora, tutto bene-. Sarà anche, ma dalla faccia che fa proprio non si direbbe!!

Il mio ginecologo ha un linguaggio che capisce solo lui e quando gli chiedo di spiegare meglio ripete tutto con le stesse parole.

Il mio ginecologo non spiega molto, dice sempre che va tutto bene ed è sempre tanto stringato.

Ma perché tu fai le ecografie ad ogni controllo ed invece a me ha detto che ne bastano tre? 

Mi guardo e mi vedo strana, ma tanto bella. 

Guardo la mia pancia, la tocco. Parlo alla mia bambina, le faccio ascoltare la musica e sono certa che lei la sente.

Anche tagliarsi le unghie dei piedi diventa un’impresa… e farsele tagliare è un’impresa ancor più ardua.

Il ginecologo mi ha fatto vedere il suo viso durante l’ecografia e non ho provato tutto quell’amore materno di cui parlano. Mi sembrava un’alieno e mi sono tanto vergognata di questo sentimento. Non l’ho detto a nessuno.

Quando arriva l’amore materno? Come si fa a riconoscere il famoso istinto materno? Ho paura di non averlo ancora ma mi vergogno a dirlo.

Io certe volte lo sgrido: quando si appoggia qui fa male! Di notte poi non ne parliamo: si punta e lui ci sta comodo ma io non dormo.

Mio marito mi fa sentire scema: come se gravidanza ora mi impedisse di essere sempre una persona normale. Io faccio le stesse cose che facevo prima, forse con un po’ più di calma, ma le faccio.

Ogni qualvolta la donna/la coppia va al controllo della gravidanza deve poter chiedere ciò che maggiormente sta a cuore, deve poter capire ciò che sta accadendo o non è chiaro. Deve uscire al termine del controllo senza il bagaglio di ansie o dubbi irrisolti.

Ogni donna che ha dentro sé il suo bambino deve poter trovare soddisfazione a curiosità o perplessità a proposito della gravidanza. Questo le darà serenità ed il bimbo che porta dentro sé assorbirà il “buon stato d’animo” della sua mamma.

Le donne continuano a parlare:

A me è andata benissimo: mai avuta nausea e dato che sono una buona forchetta ora ho la scusa per mangiare davvero per due.

Come vorrei ci fosse più chiarezza durante i controlli: esco dallo studio del dottore e non ci ho capito nulla.

Tutti ti dicono cosa devi fare, tutti hanno dei racconti pronti e impacchettati e invece chi è preposto a spiegarti bene certe cose lo fa con un linguaggio incomprensibile.

Mia madre dice che quello che provo è normale, mia suocera dice che è normale e il ginecologo dal quale mi aspetto delle spiegazioni dice due parole in croce.

Quante spese!

Un figlio comincia a costare già dalle prime settimane di gravidanza.

La mia ginecologa mi tranquillizza ogni volta che vado da lei: è una soddisfazione! Sono proprio soldi ben spesi!

Io fino ad ora non ho speso quasi nulla per i controlli e gli esami: faccio tutto nel servizio pubblico e mi trovo benissimo.

Mia suocera non voleva il ginecologo nel pubblico, così ha “montato “ il figlio perché andassimo privatamente.

Io ho una vicina che da poco ha avuto una bambina: meno male che c’è lei! Le chiedo tutto e lei mi spiega.

Ogni volta che ho la visita vivo così male il controllo del peso. Mi sembra di essere una mucca alla pesa.

La zia di mio marito continua a dire che il bambino cresce poco perché secondo lei non mangio abbastanza e come faccio a spiegarle che il ginecologo ha detto che va bene così!!

La mia ginecologa non mi pesa mica tutte le volte…..

La mia ginecologa mi ha consigliato di fare il corso pre-parto perché così imparo a respirare, la prossima volta le dirò che da un corso pre- nascita una donna incinta vuole dell’altro.

Durante la prima gravidanza avevo fatto un mini corso privatamente per la respirazione: solo dopo ho capito che nel travaglio e nel parto la “respirazione” è solo una goccia.

Il mio ginecologo è dall’inizio che mi sprona ad inserirmi in un corso: ora ho capito il perché! Quando vado da lui ho solo la parte medica e un po’ tecnica, tutto il resto è nebbia.

Durante la gravidanza è consigliabile un’alimentazione varia, ma non necessariamente “ per due”. La mamma che aspetta il suo bambino può mangiare ciò che le fa piacere e che da gusto al palato ( a meno che non vi siano controindicazioni vedi allergie o toxo test negativo).

Il feto, immerso nel liquido amniotico, in questo modo conoscerà già tanti sapori in quanto tutto ciò che la mamma mangia in gravidanza viene passato al bimbo.

 Una coppia di individui diventa coppia di genitori molto prima che il test di gravidanza abbia le due linee rosse, o il conteggio delle subunità beta dell’HCG (ormone della gravidanza) sia alle stelle!

Essi sono pronti a diventare genitori quando scelgono di non usare più alcun metodo contraccettivo affinché da un atto di amore possa esistere una nuova vita.

E le donne continuano a parlare…..

I primi tre mesi, il ginecologo ci ha vietato i rapporti ma ora……

 Non si batte un chiodo!

 Posso capire i primi mesi, ma ora io ne avrei voglia e lui non ci sente!

Mi dice che gli fa senso.

Non vuole: ha paura!

Non so cosa mi stia capitando ma io gli salterei addosso anche tutte le sere.

Non mi tocca.

Certo che sono i primi a non riconoscere la nostra femminilità.

A me dice che gli sembro così bella!

Non trova la posizione.

I primi mesi no, avevamo paura, ma ora nessuno ci ferma!

Mi sento così poco attraente ed invece lui mi trova sexi! Ma come è possibile?

Ci vorrebbe che qualcuno spiegasse ai mariti, che anche durante la gravidanza noi siamo sempre delle donne con le stesse voglie e necessità. Mica abbiamo raggiunto la pace dei sensi!

E’ un po’ ridicolo perché non sempre troviamo la posizione giusta ma ancora non abbiamo smesso di farlo.

Meglio farlo adesso, poi dopo con la piccolina come faremo?

Mio marito non mi tocca neppure la pancia: dice che ha paura di farle male.

Durante la gravidanza non ci sono veti assoluti perché la coppia abbia rapporti sessuali, ovvero la coppia può continuare le proprie abitudini a meno che durante i controlli periodici non si evidenzino motivazioni per le quali l’attività sessuale è sconsigliata.

Le donne si esprimono:

Non ne posso più di questi topi sotto le ascelle: posso andare a fare la ceretta dall’estetista?

Ho messo i post-it ovunque: sui cassetti, sull’armadio e sul frigorifero, così almeno mentre sarò in ospedale R* potrà trovare la roba.

Quando potrò rimettermi i miei vestiti?

Ma dovremo rifare tutto il guardaroba?

E’ vero che si resta così “allargate” ?

Io faccio tutte le cose come prima e mi sento una bestia! Solo quando sono proprio stanca mi rendo conto che c’è lei dentro di me ed allora penso che dovrei rallentare i miei ritmi.

Perché nessuno mai racconta e ci dà i veri tempi di quanto dura il travaglio?

Sono stanchissima e ho paura di essere ancora indietro: devo ancora preparare un sacco di cose prima di partorire.

Immagino che i nostri compagni siano un po’ invidiosi: noi l’abbiamo dentro, noi lo sentiamo tutti i giorni e loro non possono.

Lui mi aiuta , mi coccola, ma è diventato molto più ansioso nei miei confronti.

Non ne posso più del telefono: tutti mi chiamano per sapere se ci sono novità! Ma se rispondo al telefono.. vuol dire che sono ancora a casa!

Quando è il momento migliore per l’ultima depilazione?

Ormai la spesa la fa sempre lui: speriamo che duri!

Mia madre e mia suocera chiamano almeno due volte al giorno, è un’incubo!

Come farò a riconoscere il momento giusto per andare in ospedale?

Noi siamo completamente soli, come faremo? Tutti i nonni abitano fuori.

Io devo pulire tutto, mi sembra di non fare in tempo! Tutto deve essere pronto prima che lui arrivi. Quando nasce la casa deve essere perfetta.

Una mamma tranquilla avrà un bambino tranquillo: ma sarà poi vero?

Vorrei solo che in sala travaglio e poi in sala parto ci fosse l’attenzione a me come essere umano e non solo come donna che deve fare un bambino. I racconti delle mie amiche certo non danno risalto a questo lato e me ne dispiace: penso non sarei a mio agio.

Ma è proprio vero che l’episiotomia non si sente? Ti tagliano lì! Come è possibile che non si senta niente?

Mi sono cresciute le tette e guarda un po’ che roba! Ma rimangono poi così? Sai che bello!

Quando incontro le donne in gravidanza, amo raccogliere i loro sorrisi e qualche volta anche le loro lacrime: il mio desiderio è che loro sappiano di “ potersi permettere la nudità”.

Ma non vorrei mai che qualcuno leggendo queste righe avesse pensato che questo è un mondo realizzato e dedicato solo al femminile: ci sono anche gli uomini, i futuri papà ovvero l’altro pezzo della coppia.

Certamente ed ovviamente incontro anche questi, perché anch’essi sono in attesa; non hanno l’utero gravido ma vivono quaranta settimane di tappe. Come sarebbe bello e utile se tutte le coppie potessero permettersi di percorrere insieme il cammino della nascita.

Anche i papà hanno la parola e si sono espressi…..

Lei è fuori dal tempo.

Se non organizzo tutto io, lei non ci riesce più.

Queste sono le due persone più importanti per me in questo momento.

La NOSTRA ginecologa…

Quando andiamo alla visita di controllo ho la tachicardia già fuori dalla porta dello studio.

Vedendo i nostri amici che hanno da poco avuto una bambina, ho deciso: cambiamo macchina, tanto questa non ne può più!

Voglio stare con lei ogni istante in sala parto.

Guardate un po’ com’è bella mia moglie.

Come è difficile gestire mia madre.

Cosa devo fare quando arriveranno le contrazioni?

Ho visto la borsa che ha preparato per l’ospedale: ha messo dentro tutta la casa.

Secondo me è meglio mettere la culla dalla mia parte del letto, così lei di notte può riposare.

Io ho deciso che metterò già la borsa in macchina, così saremo sempre pronti.

Fammi vedere dove la devo massaggiare senza farle male.

Il telefono sta diventando il mio peggiore incubo: chiamano me per non disturbare lei.

Certo che questo figlio lo abbiamo cercato e voluto, ma certo non ero pronto a tutte queste spese: e non è ancora nato!

Dobbiamo fare il trasloco prima che arrivi la bambina.

Gli uomini futuri papà parlano e parlano….

Mi vergogno, non posso!

Ma sei sicura che lui non senta nulla? L’idea mi imbarazza moltissimo.

Io la trovo davvero sensuale, se non fosse per le posizioni scomode… è davvero un bel periodo!

Non ce la faccio proprio! Mi sembra che ci sia qualcuno che guardi!

Ma quanto deve durare questa astinenza?

Negli anni ho capito come sia rilevante comunicare alle future mamme/coppie quanto è importante, preventivamente la nascita, programmare per la neo famiglia una rete di aiuti reali e concreti. Chiedere aiuto non deve incidere sulla propria autostima!!

Una saggia considerazione di S. R.

Cosa mettiamo nella valigia che prepariamo per andare a partorire?

Ci interessa veramente il numero delle camicie da notte o degli asciugamani? Certo! Ma non solo…..

…. forse sarà altrettanto importante che dentro a quella valigia ogni donna abbia tutta se stessa con il bagaglio degli strumenti che ha acquisito e che ha naturalmente, per affrontare un buon travaglio ed un buon parto.


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